MAD(e) IN CHINA (Splinder edition)

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lunedì, 03 luglio 2006

MAD(e) IN CHINA 4: Party time :))

 

Venerdì pomeriggio nella sala comune c’è stato il monthly party: ovvero una delle mega feste organizzate periodicamente dall’ospedale. Con tutta l’equipe, da Huang in persona ai medici, paramedici, infermiere, inservienti e persino l’autista del reparto, insieme a malati e familiari. Special guest: le croniste della BBC che, vi assicuro, si ricorderanno della cosa per un bel pezzo. Molti di noi alla festa non mangiano con facilità. Alcuni stanno scomodi persino seduti. Siamo tutti uguali. Tutti vogliosi di esserci. C’è un casino pazzesco per essere in un ospedale, il tavolo è imbandito di ogni ben di budda. I medici e le infermiere danno il buon esempio trangugiando quantità spropositate di cibo. Si mischiano gli idiomi e ci sono anche dei nuovi arrivati: un signore della Florida e sua moglie. (Di questi però l’inglese lo si riesce a decriptare, saranno inglesi sotto sotto??)

 

Sabato: inizia la festa per gli 85 Anni del partito comunista: fuochi d’artificio a manetta e a oltranza (non hanno ancora smesso)

 

Sempre sabato, tra un botto e l’altro, giorno di operazioni. Sotto i ferri i tre moschettieri (papà Claudio Sandro) e la mamma di Hart. (diciamo pure che gli fanno la festa…)

 

Domenica: festa a sorpresa per il compleanno di Marco (il ragazzo di Rimini che accompagna i suoceri in Cina). Io e Roberto il giorno prima in missione speciale per ordinare una torta al cioccolato con su scritto “Buon compleanno Marco”.

-Sai che gran missione…- direte voi. Provate a farlo a Pekino con commesse di pasticceria che non capiscono nemmeno la parola “kake” e scoppiano a ridere a ogni gesto che proponi in sostituzione delle parole. Siamo persino riusciti a spiegargli che volevamo le candeline e che doveva essere pronta per le 11.00 del mattino successivo. Geniale.

 

Insomma,

festa qui e festa là, Il Brasile se ne va… L’Italia resta e si vedrà. (La paura della galera sta tirando fuori il meglio da Lippi Buffon Cannavaro e gli altri pregiudicati…)

 

Oggi vinco il primo premio mondiale per il surrealismo:

Sono le undici di sera. Sono A Pekino, in uno sperduto quartiere di Periferia. Seduto da solo ad un tavolo all’aperto in un assurdo villaggio vacanze per zoticoni cinesi di provincia con laghetto finto, isolette artificiali e ristorante barbecue. Intorno a me una nuvola di camerieri e cameriere senza un briciolo di vergogna che mi girano intorno divertiti per guardarmi scrivere sul portatile mentre sorseggio una birra tiepida e rifletto se prendere un paio di spiedini atomici che ustionano e cauterizzano dal cavo orale fino al retto (so che è un immagine schifosa ma rende l’idea no?) 

Se sollevo gli occhi dal computer in un qualunque momento a caso li posso vedere che mi guardano e se incrocio lo sguardo con loro, si pisciano addosso dalle risate. Dovrei esserci abituato dopo la gente che saluta dalle machine in corsa mentre cammino per strada, quelli che invertono marcia solo per potermi passare vicino e scrutarmi meglio, gli operai che smettono di lavorare per fissare un ragazzo bianco, alto e magro quanto loro che cammina per le loro vie. Gli inservienti del supermercato che studiano quali prodotti mi piacciono di più, manco fossero degli addetti al marketing o degli antropologi ricercatori-ficcanaso. Ecco come si deve sentire un cantante famoso o un attore, con l’unica differenza che non sono una star, in Italia non mi caga nessuno, neanche a voler fare lo stravagante.

Non c’è gesto che faccia che non venga notato. Sto imparando a fottermene.

Proprio ora c’ho il cameriere smilzo dietro le spalle che mi guarda scrivere, curioso come una scimmia. Mi giro…

Gli sorrido, scoppia a ridere e va via. Ma vi pare che si possa fare così?

 

Pekino Pekino… mangerei uno spiedino.

 

 

Nota:  dal punto di vista ospedaliero i nostri (Papà, Claudio & Sandro e la mamma di Hart) sono ok, da domani inizia il cocktail riabilitativo: agopuntura + fisioterapia + massaggi + doctor Pain (chiropratico, sciamano scruta-anima e misticista con spirito di gatto). Senza contare le mitiche erbette cinesi… 

 

Nota 2 (il giorno dopo) Oggi, lunedì, uscendo dall’albergo fresco di doccia e rasatura, vengo investito da una nube di vapore malsano… al secondo giorno senza pioggia, il caldo è tornato alle stelle. I quindici minuti a piedi per arrivare all’ospedale mi trasformano in una maschera di schifo sudato e agonizzante. Ecco la Pekino che conoscevo, ora mi sento casa.

postato da: flavioponzio alle ore 06:21 | link | commenti (7)
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Commenti
#1    03 Luglio 2006 - 07:12
 
Ciao, buona giornata, un bacio a Piero.
Cinzia.
utente anonimo

#2    03 Luglio 2006 - 09:01
 
goditi questi momenti di celebrità...
un bacio,
giovanna
utente anonimo

#3    03 Luglio 2006 - 17:09
 
porti buonumore ovunque tu vada! secondo me e' una bella cosa!
un bacione,
Giulia
utente anonimo

#4    04 Luglio 2006 - 01:56
 
beh, sono contento che l'operazione sia andata bene. torno da una nottata fantastica, sacchi a pelo sulle montagne dell'arizona. paesaggi irreali. problema soldi. non trovo un cazzo di cambio e ho un dollaro in tasca. si vedra'.
a presto. sim
utente anonimo

#5    06 Luglio 2006 - 12:29
 
VOGLIAMO NOTIZIE SU PIERO E SUL SOGGIORNO. SALUTI SILVIA GENOVA
utente anonimo

#6    06 Luglio 2006 - 15:52
 
Siete riusciti a vedere la partita contro i crucchi? domenica ita -francia se vinciamo e da quelle parti ci sono francesi mi raccomando Italian Style, una testata e non se ne parla più baci a tutti
Dani e Sara
utente anonimo

#7    13 Luglio 2006 - 16:53
 
anche qui il caldo è kattivo. non ho più notizie della tua sorellina, aggiornaci per favore, vi aspettiamo con ansia, quando è previsto il rientro? un bacio a tutti

Dani e sara
utente anonimo

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