Dopo la Partenza di Marco Gloriana e Giovanni, Hart con mamma e zia, stamane alle otto anche Saverio e Lucia lasciavano l’ospedale per tornare verso la patria Firenze.
Domani Sandro e Annalisa e Claudio e Monica dirigeranno a vele spiegate verso il Canton Ticino, Dag e la moglie torneranno in Florida, al loro golf club pieno di alligatori, bontà loro.
Martedì Roberto e la mamma salperanno per Catania. Venerdì sarà la nostra volta.
C’è aria di sbaracco già da ieri.
Ieri siamo andati in carovana al laghetto dietro il nostro albergo per fare una cena di spiedini per festeggiare il Compleanno di Saverio e la partenza del giorno dopo.
La cena era buona, incluso nel prezzo il bagno turco Pekinese con prelievo di sangue affettuato da uno stormo di zanze incazzate come kamikaze giapponesi, per quante ne accoppi, tante ne arrivano.
Nel frattempo altra gente arriva. Italiani ancora, non ne parlerò perché i personaggi di questo blog, con le sue vicende, sono ormai questi. Alcuni reduci dell’altr’anno, altri conosciuti in questa nuova puntata Pekinese.
Oggi siamo andati a fare spese in centro a Pekino, in mezzo alla folla di cinesi festanti domenicali.
Ho visto il punto di non ritorno della gastronomia cinese:
Spiedini di Scorpioni vivi. (impalati vivi che si muovono ancora pronti da mettere sulla carbonella)
Spiedini di cavallucci marini (tappate le orecchie ai bambini)
Spiedini di larve.
Spiedini di una roba che è meglio se non chiedi cosa cazzo è.
Ecco diciamo che mi sono chiamato fuori. Ogni uomo ha un suo limite nel trip del cibo etnico, io ho trovato il mio.
Sempre nel pomeriggio siamo passati dal negozio di antiquariato Governativo. L’altr’anno avevamo comprato un par di Budda belli grassi.
In Cina hanno miliardi di reperti archeologici e opere d’arte antiche. Basti pensare che durante la rivoluzione culturale sono stati distrutti solo a Pekino il 90% dei templi. Se scavi un buco nel tuo giardino, ci trovi tre statue.
I pezzi più belli e importanti finiscono nei musei nazionali (o nelle case dei gerarchi). Tutto il resto viene venduto sotto l’occhio vigile del governo (proprio tutto???) per finanziare il restauro delle opere d’arte per i musei.
Morale, per pochi soldi puoi aggiudicarti dei pezzi di valore non indifferente, di indubbia bellezza e immenso fascino.
Questi tipi del negozio sono in partnership con una famosa galleria di Venezia che gli asciuga la roba migliore per poi rivenderla agli Yankee in visita sul Canal Grande a prezzo centuplicato.
Parliamo di cose che possono avere 2000 anni e più.
E ne hanno così tanti che la maggior parte arriva nel laboratorio del negozio in pessime condizioni solo perché il recupero è affidato a contadini invece che archeologi. Statue ripulite dalla terra con la stessa cura con cui scrostereste il formaggio bruciato da una teglia. E’ un peccato, si. Ma è come dire ai Sauditi di non sprecare la benzina.
Ci siamo tolti qualche sfizio. Anche perché il 2008 si avvicina. Dopo le olimpiadi questi prezzi non esisteranno più, saranno anche loro archeologici.
Il tempo passa veloce qui a Pekino. Tante cose da fare, tante traduzioni tout court tra medici infermiere e pazienti… Tanto sonno da stanchezza vera, anche se sembra sempre di non aver fatto nulla.
Pekino Pekino…. Dormirò come un bambino.
