MAD(e) IN CHINA (Splinder edition)

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domenica, 30 luglio 2006

Sogni di Pekino 1: Poesia di Badachu

...How do you think I'm going to get along,
Without you, when you're gone
You took me for everything that I had,
And kicked me out on my own
Are you happy,

are you satisfied
How long can you stand the heat
Out of the doorway the bullets rip
To the sound of the beat...

(Another one bites the dust, Queen)

 

 

Sono Ancora qui.

A bere brandy cattivo

con le mie quattro ossa allungate e la pelle tirata sopra

che se mi piego mi scappa un anca dai pantaloni.

 

Sono stato a trovare Budda l’altro giorno

era grasso e seduto comodo, aveva l’aria di uno calmo

gli ho chiesto di te, non ha risposto

Ho acceso una ninfea di cera, l’ho spinta in mezzo al laghetto

dicendo le mie preghiere

ho scritto il tuo nome su un pezzo di stoffa colorata

l’ho legato sotto l’altare del tempio

ho cercato di sentirmi simmetrico e giusto

ho ascoltato la voce interiore

mi parlava in un'altra lingua

non è che proprio abbia compreso

Sono stato seduto a gambe incrociate nel perfetto silenzio

ma una mosca mi ha disturbato

Sono stato gentile con tutti

ho amato il mio vicino senza pormi domande

 

Ho ancora male

non mi sento meglio.

 

Ho patito chi non capiva la mia lingua

mi sono stancato di dispensare sorrisi e buone parole

mi hanno annoiato le chiacchiere degli uomini

non sono poi così curioso

non sono poi così socievole

non è che proprio ami la gente

non sono quella bella persona

 

Mi sono disperato per le cose importanti

mi sono disperato per le cose più piccole

Ho odiato un cinese perché non mi capiva

l’avrei picchiato solo per questo

Ho deciso che potevo essere di cattivo umore

o forse mi è solo capitato

non ho il controllo delle mie ghiandole

non ho il controllo la mia pancia.

Ma i giorni passano e l’acqua scende dal cielo con una certa regolarità

la terra si rinfresca e si riscalda di nuovo

certe sere riesco a respirare

certe altre sto in apnea

Nulla sembra cambiare

la giostra si è fermata proprio dove non ci sono gradini

o cado giù o ci resto sopra

Ma gli zingari già smontano le luci

la musica è spenta da un pezzo

 

le coppie rincasano mano nella mano

i bambini sono lerci di zucchero filato

e ridono e si fanno aspettare

 

E sbuffo marlboro sognando infiniti sospiri tra i tuoi capelli

mi lascio osservare dalla gente

mi hanno assunto in comune come cattivo esempio

“cerca solo di essere te stesso”

 

Posso trovare ogni giorno un gioco diverso o un libro geniale

qualcosa da fare

posso pensare e scrivere fino a trovare qualcosa

che valga la pena raccontare

aspettare ogni sera che mi venga sonno

o fame

 

Posso destarmi ogni volta che sogno cose troppo tristi

e sono stanco di svegliarmi stanco

ma so che più si dorme e più si dormirebbe

più ti penso e più ti penserei

Il masochismo non fa per tutti,

bisogna averci del talento.

 

Amare non è sempre un bel gioco

il mio medico mi ha mandato dallo specialista

lo specialista mi ha lasciato parlare

l’ho fatto piangere senza dirgli nulla di me

si è sentito stupido, io cattivo.

Ha smesso di esercitare.

Si è comprato una canna da pesca

se n’è andato in Alaska.

 

E io in fondo non ti biasimo se  non mi ami,

neanche io mi amo

 

diciamo che non posso fare a meno di me.

postato da: flavioponzio alle ore 17:39 | link | commenti
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